Nascita dell'Ape Regina

In un alveare regna una sorta di democrazia chimica mista a una dieta ferrea. Non c'è una larva predestinata geneticamente a diventare regina: potenzialmente, qualsiasi larva femmina (quindi fecondata) appena nata potrebbe diventare una regina.

Quando la regina attuale muore, invecchia o l'alveare decide di sciamare, le operaie selezionano alcune larve giovanissime, di età inferiore ai 3 giorni dalla deposizione dell’uovo.

La scelta non è casuale ma strategica; le operaie tendono a scegliere le larve meglio nutrite fin dai primi istanti di vita, ciò per assicurare la nascita di un’ape regina sana e fertile per il futuro della colonia.

Se la larva è di oltre 3 giorni, non riuscirà a sviluppare completamente gli organi riproduttivi, diventando al massimo un'ape operaia un po' più grande ma sterile.

A differenza, le future regine vengono collocate in celle reali, molto più grandi delle normali celle esagonali dove crescono le operaie, a forma piramidale poste verticalmente sul fianco del favo e con l’apice verso il basso.

Mentre le larve di ape operaia sono nutrite con pappa reale solo per i primi tre giorni, in seguito con una miscela di polline e miele (pane d’api), le larve di ape regina continuano a esserne nutrite per l'intero sviluppo e fino all’opercolatura della cella reale.

La pappa reale è una secrezione ghiandolare delle api nutrici ricca di una proteina chiamata royalactina.

La dieta a base di sola pappa reale non cambia il codice genetico, ma attiva i geni della regalità (un processo chiamato epigenetica), permettendo lo sviluppo delle ovaie e di un addome più lungo.

Solitamente le api allevano contemporaneamente più regine per sicurezza.

Tuttavia nell’alveare può essercene solo una.

La prima regina che sfarfalla (esce dalla cella) emette un suono particolare chiamato piping per localizzare le rivali ancora nelle celle.

Tramite il pungiglione, che a differenza di quello delle operaie è liscio e non la uccide dopo l'uso, elimina le sorelle non ancora nate; se due o più regine nascono insieme, queste combattono tra di loro finché ne resterà solo una.

La fecondazione della Regina

Il volo nuziale (o volo di fecondazione) è l'unico momento della vita che la regina lascia l'alveare per uno scopo diverso dalla sciamatura. È un evento essenziale per la sopravvivenza della colonia.

Dopo circa 5-10 giorni dalla nascita la regina inizia a produrre un potente mix di feromoni che segnalano la sua presenza ai fuchi radunati in zone specifiche chiamate DCA (Drone Congregation Areas); queste aree sono misteriose: si trovano negli stessi punti esatti ogni anno, nonostante che nessun fuco vive abbastanza a lungo da tramandare l'informazione.

La regina vola verso queste zone, attirando dietro di sé una vera e propria scia di centinaia, a volte migliaia di maschi (anche chiamata cometa dei fuchi).

L'atto avviene in volo, a circa 10-30 metri di altezza. La regina è selettiva e si accoppia con 10-20 fuchi diversi durante uno o più voli, ciò per garantire la biodiversità; più padri diversi più la colonia sarà resistente alle malattie e adattabile ai cambiamenti.

Per ogni fuco l'accoppiamento è fatale, il suo apparato riproduttore viene letteralmente strappato via dopo l'atto e lui muore istantaneamente

La regina non ha bisogno di accoppiarsi mai più per il resto della sua vita (che può durare dai 3 ai 5 anni) e nella spermateca conserva e mantiene vivi e nutriti per anni i milioni di spermatozoi ricevuti durante il volo nuziale.

Da questo momento in poi, sarà lei a decidere se fecondare un uovo, per far nascere una femmina o non fecondarlo per far nascere un maschio.

La regina è una macchina biologica impressionante: nel picco della stagione, può deporre fino a 2000 uova al giorno, il cui peso totale supera quello del suo stesso corpo.

Nota : se la regina non riesce ad accoppiarsi entro le prime 2-3 settimane (magari a causa del maltempo o di troppi predatori come i rondoni), smette di sentire l'istinto al volo e inizia a deporre solo uova non fecondate. Con la nascita di soli maschi e senza il ricambio do api operaie la colonia sarà destinata a scomparire, a meno che l'apicoltore non intervenga.

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Efficienza del SuperOrganismo

Per gestire la deposizione di un uovo ogni 45 secondi, l'alveare si trasforma in una catena di montaggio ad altissima efficienza.

La regina è costantemente circondata da un gruppo di circa 10-12 giovani api nutrici, chiamate damigelle o corte reale

Le damigelle offrono alla regina pappa reale predigerita direttamente bocca a bocca; questo le fornisce energia immediata senza che lei debba sprecare tempo a masticare o digerire.

La mantengono pulita, rimuovendo i suoi escrementi all'istante, così lei può concentrarsi solo sulla disponibilità delle celle e deposizione.

Prima di deporre, la regina infila la testa in una cella per un istante per verificarne la pulizia, la perfetta lucidatura eseguita dalle operaie (viene utilizzata la propoli come disinfettante) e le dimensioni; se la cella è di dimensioni piccole/strette, depone un uovo fecondato (nascerà una femmina), se al contrario è di dimensioni grandi/larghe, depone un uovo non fecondato (nascerà un maschio).

L'addome della regina è quasi interamente occupato da due enormi ovarioli, mentre un uovo viene deposto, quello successivo è già pronto nell’ovidotto.

Quando viene deposto un uovo fecondato, la regina rilascia una quantità infinitesimale di sperma dalla sua spermateca proprio mentre l'uovo passa nell’ovidotto.

Mentre si muove freneticamente sui favi, la regina emette il QMP (Queen Mandibular Pheromone) o feromone reale; le operaie della corte lo raccolgono toccandola con le antenne e lo diffondono in tutto l'alveare.

Questo feromone comunica alle api della colonia che "La regina è viva, sta deponendo e tutto va bene". Finché questo è fortemente presente le operaie non cercheranno di allevare una nuova regina.

Anche l'Ape Regina va in "pensione"

Se la regina rallenta il ritmo (per vecchiaia o malattia) e scende sotto una certa soglia di uova al giorno, la concentrazione di feromone cala di conseguenza.

Le operaie percepiscono la presenza di un potenziale pericolo per la sopravvivenza e iniziano a costruire celle reali per sostituirla.

È un sistema di controllo della qualità spietato ma efficiente.